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 CAPOCOTTA RISCHIA LA CHIUSURA - FIRMATE LA PETIZIONE!!! 
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Cari amici, conto sul Vostro aiuto per firmare questa petizione, dal momento che sulla storica spiaggia di Capocotta pende il rischio chiusura!

https://www.change.org/p/facebook-pubbl ... responsive

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venerdì 14 agosto 2015, 20:38
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Ciao Moon.
Premetto che non firmerò questa petizione.
Infatti questa richiesta proviene da una fantomatica associazione (non riconosciuta da nessuno) che in realta rappresenta gli interessi commerciali dei gestori del chiosco dell'Oasi Naturista di Capocotta.
Chiedono, attraverso la mobilitazione, del "popolo naturista/nudista" di schierarsi a favore di un rinnovo della concessione (vietato, fra l'altro, dalle direttive europee) e del mantenimento della status quo!
A tutti sono noti:
Gli aumenti di cubatura abusivi.
Gli interventi sulla duna.
La conduzione poco amichevole nel fornire ai nudisti i servizi di ristoro, imponendo la vestizione coatta.
La politica a favore del misto (clothing optional) naturisti/tessili con numeri a favore di questi ultimi.
Gestione dei servizi balneari non secondo le regole della spiaggia libera, ma praticando il "pre-posizionamento" dei lettini (atto vietato dalla legge).

Insomma il Comune di Roma sta cercando di mettere ordine in una gestione dei servizi balneari fortemente condizionata da abusi, prepotenze e fatti compiuti!

La delibera sulla pratica naturista non è in pericolo!
Casomai il contrario!!!!
La vicenda riguarda solo la gestione commerciale del chiosco, che è diventato un ristorante per tessili.
Le indagini delle forze dell'ordine riguardano presunti reati tutti da accertare.
Lo stesso vale per l'aspetto amministrativo.

Concludo invitando i lettori a non firmare e ad informarsi.
Capocotta appartiene ai naturisti, deve tornare ad essere una SPIAGGIA LIBERA, non essere ridotta ad una riserva (zoo in alcuni momenti), dove gli amici (tessili) dei ristoratori si radunano perché e cool stare nella spiaggia nudista.

Informatevi.


venerdì 14 agosto 2015, 21:30
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Perfettamente d'accordo in tutto con sunchild.
Il rischio chiusura è per il chiosco (dove non sono mai entrato, pur frequentando la spiaggia da un ventennio) e non per l'annullamento della delibera, anche se stanno cercando di confondere le due cose tramite comunicati stampa ed interviste televisive.
Spero che si torni alle origini e soprattutto che andando in spiaggia ci si possa posizionare dove vogliamo noi, non dove dicono loro.
Anch'io non firmerò la petizione.


domenica 16 agosto 2015, 11:23
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Domanda: siete sicuri che non firmando non ci comportiamo come il marito che per far dispetto alla moglie (il chiosco) si taglia i maroni? Ovvero, che alla fine si tratti davvero di due cose completamente distinte ed indipendenti? Domanda non retorica la mia, solo per meglio capire, visto che a Capocotta non ci sono mai stato...


domenica 16 agosto 2015, 15:30
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E' improbabile, visto che la spiaggia è frequentata dai naturisti da 40 anni.
Al massimo potrebbe accadere che venga spostata, il che non è neanche male, visto che quel tratto è soggetto ad erosione.
Comunque leggi qui:

http://www.unilazio.it/

Giovedì 16 Luglio 2015
In vista del rinnovo del bando per l’assegnazione della gestione dei servizi all’interno dell’Oasi Naturista di Capocotta, una delegazione del Consiglio Direttivo di Unilazio (Unione Naturisti Italiani – Sezione Lazio) si è incontrata con l’Assessorato all’Ambiente e Sostenibilità del Comune di Roma , in mano a Estella Marino, per chiedere che su questo tratto di arenile, dedicato dal 1999 alla pratica naturista, si faccia uno sforzo per riportalo alle origini. In questi 16 anni, infatti, l’Oasi Naturista di Capocotta ha conosciuto una metamorfosi ingiustificata che l’ha trascinata oltre le indicazioni contenute nella delibera comunale con la quale venne istituita, conferendole da alcuni anni l’appellativo di “spiaggia clothing optional”.
La rimessa a bando del chiosco e della spiaggia dovrà quindi, per Unilazio, riportare all’utilizzo esclusivamente naturista dell’Oasi, oggi frequentata anche per il 50% da gente in costume, a tutto discapito dei naturisti stessi che, già costretti – per evidenti motivi di legge - in un’area deliminata di 250 metri, per giunta erosa dalle mareggiate, si trovano ora a doverla condividere con chi naturista non è ed ha peraltro a disposizione, sulle stesso tratto di Capocotta, altri 5 chioschi con arenile.
Tutto ciò – precisa Unilazio - se da un lato non può che evidenziare l’avvio, da parte del mondo “tessile”, di un nuovo approccio e di una nuova attenzione culturale nei confronti del naturismo, dall’altro lato “ci costringe comunque a tener conto del fatto che nel nostro Paese le norme del codice penale ancora lasciano alta la barriera tra chi è “dentro” e chi è “fuori” queste filosofie di vita. Prova ne è che in Italia dobbiamo ancora ricorrere alle spiagge naturiste legalizzate (e dunque ben circoscritte ed evidenziate) per poter esercitare in aree di pochi metri quadri ciò che in altri Paesi è da sempre un diritto rientrante nelle libertà dell’individuo.”
L’auspicato ritorno al passato imporrà di conseguenza una ponderata riflessione anche sulla presenza del ristorante all’interno dell’Oasi, mentre lo studio da parte dell’Assessorato di un “progetto-pilota” sulla prima spiaggia naturista autorizzata nel nostro Paese, la spiaggia naturista della Capitale, potrebbe indurre – suggerisce Unilazio – ad un ampliamento dell’area legalizzata proprio in vista del raggiungimento di quelle finalità turistico-ricreative sulla utilizzazione del demanio marittimo richiamate nella legge 26 giugno 2015, n. 8, recentemente approvata dalla Regione Lazio.
Per il Campidoglio potrebbe essere questa l’occasione per iniziare a lavorare su soluzioni progettuali che portino allo sviluppo del turismo naturista nella Capitale secondo un modello esportabile anche in altri Comuni: “non lasciamocela scappare di mano”, esorta Unilazio.


domenica 16 agosto 2015, 17:11
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Condivido quello postato da Sunchild.

Niente di personale, ma ritengo improprio firmare la petizione.

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....siamo una famiglia...che ce di più bello?
Viva il naturismo....viva la vita


lunedì 17 agosto 2015, 9:21
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Aggiornamento del 17/08/15 che conferma la nostra tesi

http://www.unilazio.it/

Come è noto, da alcune settimane il Comune di Roma, sta verificando sistematicamente, il rispetto delle norme e dei regolamenti da parte di tutti gli operatori balneari del suo litorale, cioè Ostia.
Finalmente un po' di attenzione è stata rivolta anche all'area della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, dove si trovano i chioschi di Capocotta.
Alcuni giornali hanno riportato la notizia che, in particolare, all'Oasi Naturista di Capocotta, sono state riscontrate irregolarità amministrative e costruzioni abusive, per le quali sarebbe stato intimato l'ordine di demolizione delle stesse.
Da tali circostanze, ha preso le mosse una petizione online promossa dagli stessi gestori del chiosco dell'Oasi, oggetto delle verifiche da parte del Comune di Roma, rivolgendo a tutti i naturisti una sottoscrizione a sostegno dei gestori uscenti, lasciando intendere che possa essere revocata la delibera comunale che ha riservato alla pratica naturista un tratto di arenile, di cui UNI Lazio fu la promotrice nel 1999, prima spiaggia naturista in Italia.
Nulla di più falso.
La delibera che ha istituito l'Oasi Naturista di Capocotta non viene minimamente messa in discussione dalle azioni intraprese dal Comune di Roma, e rivolte ad accertare gli abusi e i fatti compiuti, che questa associazione ha sempre puntualmente segnalato alle autorità.
In discussione non è la pratica del naturismo, ma esclusivamente la gestione dell'Oasi.
Chi afferma il contrario non si attiene alla verità oggettiva dei fatti, pilotando abilmente le proprie accertate manchevolezza verso una proterva ricerca di tornaconto personale, come, del resto ha fatto in questi ultimi quindici anni.
UNI Lazio prende le distanze da questa strumentalizzazione finalizzata solo al mantenimento dello status quo.
Questa associazione chiede il rispetto della delibera istitutiva dell'Oasi, ed il ritorno alle condizioni originarie, che prevedevano una struttura per il ristoro limitata a 60mq di superficie, con particolare rispetto per la duna costiera.
Siamo convinti che questa condizione sia necessaria per il recupero dell'Oasi ad una frequentazione naturista familiare e rispettosa dell'ambiente, mentre oggi viene favorita una presenza mista, ai danni dei naturisti stessi.
Pertanto UNI Lazio diffida chiunque dal diffondere informazioni false sulla sua attività associativa, che è unicamente finalizzata alla promozione del naturismo.
UNI Lazio si adopererà costantemente per il rispetto della legalità, e per la restituzione dell'Oasi di Capocotta ai naturisti, nella formulazione originaria di spazio accessibile dove riservare la pratica del naturismo in piena tranquillità.


Ultima modifica di fambros il mercoledì 19 agosto 2015, 7:56, modificato 1 volta in totale.

Riportiamo pure i comunicati stampa sul forum, cosi' rendiamo tutto piu' leggibile, grazie



martedì 18 agosto 2015, 10:49
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L'articolo dell'UNI Lazio a riguardo ... http://www.unilazio.it/
non avevo visto che era stato gia postato ... chiedo venia.


martedì 18 agosto 2015, 18:47
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