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Economia e turismo naturista
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Autore:  paeba [ martedì 29 maggio 2012, 16:21 ]
Oggetto del messaggio:  Economia e turismo naturista

Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla convenienza del turismo naturista:

Parlando con mia moglie, vagliamo l'idea di una settimana di vacanza a metà giugno. Chiaramente, mettiamo in mezzo 3/4 giorni a Valata. Scrivo sul booking per un appartamento per tre persone (vuole venire anche mia figlia). Oggi mi rispondono dicendo che data la richiesta per il periodo, non possono accettare prenotazioni per pochi giorni, offrendomi la possibilità di una mobilhome, precisando però che dovrei dare conferma quanto prima non potendo garantirne la disponibilità per il periodo.

Un villaggio di notevole capacità.....già completo a giugno.....alla faccia del turismo in crisi.....

Autore:  threepeaks [ martedì 29 maggio 2012, 17:10 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

Bravo, da noi invece pensano di fare un'altro porto turistico a Valle Ossi quando già quello di Cortellazzo si sta svuotando.... certa gente non capisce un piffero.

Autore:  carlo [ martedì 29 maggio 2012, 18:39 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

Ma se per assurdo ci fosse un luogo dove realizzarlo, ci sarebbe qualche naturista in Italia veramente interessato alla realizzazione di un Centro come il Valalta, cioè riservato alla pratica naturista con obbligo di nudismo sulla spiaggia? A occhio e croce, a giudicare da questo forum, direi di no!
Non voglio qui riaprire le solite polemiche ma sta di fatto che, per ragioni condivisibili o no, i favorevoli ai cosiddetti "recinti" che in molti, casi, a torto o a ragione (per carità, non riapriamo la discussione!) pongono limiti ai single o richiedono tessere di iscrizione ad Associazioni naturiste o entrambe le cose, mi sembrano molto pochi!

Autore:  Andrea vi [ martedì 29 maggio 2012, 20:15 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

guarda che il guaio per cui si è contrari ai recinti è proprio il fatto che quelli italiani raramente(forse solo al costalunga)rispettano le regole,però se si facesse un posto in cui si rispettano le regole non vedo perchè dovrei continuare ad andare in Francia,quanto alla tessera adesso che c'è internet vale veramente allo scopo,chi viene bannato finisce in una black list e veramente non entra più da nessuna parte per cui "questo non mi piace" o "l'esperienza dei gestori" o altre caxxate simili sono veramente qualcosa di antiquato

Autore:  paeba [ mercoledì 30 maggio 2012, 7:10 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

carlo ha scritto:
Ma se per assurdo ci fosse un luogo dove realizzarlo, ci sarebbe qualche naturista in Italia veramente interessato alla realizzazione di un Centro come il Valalta, cioè riservato alla pratica naturista con obbligo di nudismo sulla spiaggia? A occhio e croce, a giudicare da questo forum, direi di no!
Non voglio qui riaprire le solite polemiche ma sta di fatto che, per ragioni condivisibili o no, i favorevoli ai cosiddetti "recinti" che in molti, casi, a torto o a ragione (per carità, non riapriamo la discussione!) pongono limiti ai single o richiedono tessere di iscrizione ad Associazioni naturiste o entrambe le cose, mi sembrano molto pochi!


Hai una visione chiusa, carlo.

Non ho mai letto di persone contrarie ai villaggi/campeggi naturisti "con obbligo di nudità" come tieni a specificare.
Ho letto pareri contrari alla creazione di "recinti" appunto, cioè zone recintate di spiaggia con pannelli e/o siepi che impediscano di vedere dentro perchè non offenda il comune senso del pudore esterno. Quelli sono i recinti.
Valalta o Koversada o Solaris ecc.. altro non sono che villaggi turistici naturisti, come ce ne sono tantissimi altri tessili in cui esiste una recinzione per garantire agli ospiti il godimento di quanto promesso, pagato e preteso. Non ci sono teli oscuranti verso l'esterno per impedire che qualcuno veda all'interno ma solamente una rete ed una sbarra per impedire che da fuori venga gente "a sbaffo", che abbia il costume o meno.
Inoltre, in Croazia (ad esempio) non è necessario entrare nel recinto per stare nudi, lo si può fare tranquillamente anche fuori. Dentro c'è la piscina, i campi da tennis, i bar ed i campi da beach wolley. La rete serve per proteggere quelle cose, non la visione di qualche cu.lo.

Se nascesse in Italia un villaggio, non vedo perchè non andarci. Quando andiamo in un campeggio tessile (es. Union di Jesolo) non c'è forse recinzione e sbarra?
;)

Autore:  r100gs [ mercoledì 30 maggio 2012, 7:58 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

paeba ha scritto:
Un villaggio di notevole capacità.....già completo a giugno.....alla faccia del turismo in crisi.....


Lo scorso anno ho provato a prenotare una settimana a settembre: tutto pieno!

Autore:  carlo [ mercoledì 30 maggio 2012, 10:06 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

Ma cosa dici, Paeba? Il Valalta è impenetrabile, con obbligo di nudità e, almeno ufficialmente, chiuso ai single! Più "recinto" di così

Autore:  Albero [ mercoledì 30 maggio 2012, 10:12 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

Ma veramente certe volte mi domando se si vuole o non si vuole capire ciò che viene scritto dagli altri!
Caro Carlo, certo che Valalta ha l'obbligo di nudità: come tutti i campeggi naturisti! Secondo: al Valalta i single non sono cacciati, pagano ed entrano come gli altri clienti.

Autore:  ArturoBandini [ mercoledì 30 maggio 2012, 10:14 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

io che odio i recinti non definirei Valalta o Koversada un recinto... metterei la firma per avere strutture del genere qui!!

Autore:  r100gs [ mercoledì 30 maggio 2012, 10:51 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

O meglio, sono i tessili che sono recintati fuori dal Valalta... :ghgh:

Autore:  Rombo [ mercoledì 30 maggio 2012, 11:03 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

come disse un mio amico: "aiuto, vi siete chiusi fuori!"

Autore:  carlo [ mercoledì 30 maggio 2012, 12:07 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

Che l'ingresso fosse riservato alle famiglie era scritto sul loro sito (tanto è vero che qualcuno di noi aveva sparso parecchio veleno sul Valalta, parlando di "colline dell'amore..."),
Onestamente non ho controllato se c'è ancora!
Comunque mi fa piacere che il Valalta vi piaccia e che (benchè cintatissimo e impenetrabile) non vi sembri un recinto!
Ma allora quali sono i tanto odiati "recinti"?
Tu che li odi, Arturo, me ne citi almeno uno, sul mare? (naturalmente la richiesta vale anche per gli altri che proprio mi ostino a non voler capire... :ghgh: )
Ciao

Autore:  Albero [ mercoledì 30 maggio 2012, 12:22 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

Io non ho mai demonizzato i "recinti naturisti" perché in vita mia non ne ho mai trovati.
Ma secondo te, un campeggio (naturista o tessile che sia) è un recinto?

Autore:  carlo [ mercoledì 30 maggio 2012, 13:42 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

In realtà i campeggi naturisti devono avere, quasi ovunque anche all'Estero, alcune caratteristiche di riservatezza che per gli altri non sono indispensabili. Basti vedere il caso del Villata in Corsica che non può più essere naturista!
Però il discorso è diverso:
Siccome quando si parla di spiagge dedicate e riservate al nudismo, un sacco di anime belle insorgono inneggiando alle spiagge c/o, ( per c/o, visto che qualcuno si ostina a non capire quello che dicono gli altri, si intende "si sta come si vuole" non "obbligo di nudità" Come al Valalta!) in contrapposizione agli odiati insopportabili "recinti", vorrei che qualcuno di questi spiriti liberi mi spiegasse quali sono e dove sono questi odiati e temuti recinti! Perchè se non esistono non vorrei più sentirli nominare...

Autore:  Albero [ mercoledì 30 maggio 2012, 13:58 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Economia e turismo naturista

No forse dopo anni ancora non ci siamo capiti.
Io, personalmente, amerei assolutamente le spiagge c/o, in cui ognuno fa come vuole! Anche se sono l'unico ad essere nudo non mi farei nessun problema, sapendo di poter stare nudo, perché è mio diritto come quello di colui che desidera stare vestito. Questa è un'ipotesi per l'Italia sia chiaro, non sto dicendo che esistono tali fattispecie in Italia (ad eccezione di alcune ben note nelle quali, essendo pubbliche non si può obbligare la nudità).
Ecco, amerei quanto esiste in Spagna.
Teniamo inoltre presente che una spiaggia c/o è spesso una spiaggia pubblica, cioè, per intenderci, di tutti e di nessuno, dello Stato. Chiaro.
Oltre a quanto sopra descritto, non trovo, nulla di strano, e mi piace comunque, che una struttura "privata" abbia fatto una scelta commerciale.
Mi spiego. Il Valalta fin dalla sua istituzione ha scelto di essere naturista e quindi di imporre la nudità, proprio per distinguersi commercialmente nell'offerta.
Non troverei nulla di strano se un giorno optasse per il c/o, come non trovo nulla di strano nel fatto che pretenda la nudità per tutti. E' una scelta commerciale che evidentemente per loro ha un ritorno economico. Altri imprenditori preferiscono scelte dirette ad un pubblico tessile, non vedo quale sia la "strana" differenza.
Ho frequentato in vita mia sia campeggi tessili che naturisti: vi assicuro funzionano nello stesso modo, sono "recintati" nello stesso modo.
Infine, sinceramente, non vedo e non ho mai visto e soprattutto non capisco questa assoluta contrapposizione che fai tu tra SPIAGGE C/O e RECINTI :eeeeh:

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