|
|
Oggi è giovedì 4 giugno 2026, 14:01
|
|
Pagina 1 di 1
|
[ 14 messaggi ] |
|
Parere legale sul nudo come forma di protesta
| Autore |
Messaggio |
|
fambros
eXtraModeratore
Iscritto il: lunedì 3 luglio 2006, 8:32 Messaggi: 3900 Località: Lago
Genere (M/F): Maschio
|

Interessante articolo di MICHAËL GHNASSIA, avvocato delle Femen, sul corpo nudo come forma di protesta con un e riferimento a una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha rilevato che il diritto alla liberta' di espressione non puo' essere limitato al solo contenuto delle idee espresse ma deve essere esteso alle altre forme di comunicazione delle idee stesse: il fatto di mostrarsi nudi in pubblico per esprimere le proprie opinioni puo' essere considerato come un forma di espressione contemplata dalla normativa da Liberation del 18 febbraio 2015 http://www.liberation.fr/debats/2015/02 ... en_1205314prendo degli estratti dell'articolo: La définition de cette infraction (exhibition sexuelle) , qui mériterait d’être redéfinie par le législateur, peut surprendre lorsqu’on sait que depuis des décennies l’acceptation de la nudité dans notre société n’a cessé de progresser et, avec elle, la fin de la répression pour des comportements qui ne s’accompagnent pas d’une intention sexuellement provocante." ........ "C’est ce qu’a décidé la Cour européenne des droits de l’homme, dans un arrêt rendu le 28 octobre 2014, en relevant que «le droit à la liberté d’expression porte non seulement sur le contenu des idées exprimées mais également sur la forme employée pour les communiquer» et que le fait de «se montrer nu en public pour exprimer son opinion […] peut être considéré comme une forme d’expression qui relève de l’article 10». Elle rappelle par ailleurs régulièrement que «la liberté d’expression vaut non seulement pour les "informations" ou "idées" accueillies avec faveur ou considérées comme inoffensives ou indifférentes, mais aussi pour celles qui heurtent, choquent ou inquiètent : ainsi le veulent le pluralisme, la tolérance et l’esprit d’ouverture sans lesquels, il n’est pas de "société démocratique"»." .................. "A l’heure où notre pays s’interroge sur sa capacité à résister à toutes formes d’intégrisme, d’intolérance et de fanatisme, la place des Femen n’est certainement pas dans un tribunal pour être jugé au nom d’un excès de pudibonderie, mais d’être présentes, avec leurs couronnes de fleurs, partout où nos libertés menacées le commandent."
|
| sabato 7 marzo 2015, 11:14 |
|
 |
|
Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
|
hourra France
|
| sabato 7 marzo 2015, 13:28 |
|
 |
|
carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
|
Non vorrei eccedere col mio solito ottimismo  , tuttavia: 1) Sembrerebbe che le direttive europee siano vincolanti per il governo Italiano solo se si tratta di imporre dei sacrifici..... 2) Questo è un parere Francese, dove pure il nudismo, almeno quello naturista, è molto più tollerato che da noi. 3) Non mi risulta che le femen si siano mai spogliate integralmente (quindi sono state state accusate-in Francia!!-per "esibizione sessuale" solo per essersi messe in topless?) 4) C'è sicuramente una differenza tra lo spogliarsi per esprimere le proprie opinioni (quindi a scopo dimostrativo) ed il nudismo naturista (al punto che par di capire che in Francia non sia tollerato il primo ma il secondo sì....)
_________________ nemo
|
| sabato 7 marzo 2015, 16:20 |
|
 |
|
Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
|
scusa ma leggi bene l'articolo poi visto che lo sto già traducendo per un altro forum lo copierò pure qui per chi non mastica il francese
|
| sabato 7 marzo 2015, 22:12 |
|
 |
|
carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
|
Effettivamente non conosco il Francese...nondimeno, non sono sicuro di essere proprio io quello che non legge bene!
Forse non mi sono spiegato: la decisione sulla libertà di espressione è della Corte Europea sui diritti dell'uomo, ma la sua applicazione al caso Femen (che se non sbaglio in Italia sono state arrestate per una notte solo dal Vaticano..) è Francese così come l'articolo del giornalista!
Per il resto...mi spiegherai dove sbaglio!
_________________ nemo
|
| sabato 7 marzo 2015, 23:02 |
|
 |
|
Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
|
intanto c'è scritto chiaramente che in Francia nonostante la legge sia ancora più ambigua di quella italiana(da quello che ho capito quello che da noi corrisponde agli articoli 527 e 726 lì è un solo articolo)sono decenni che nessuno viene perseguito per la semplice nudità in assenza di atteggiamenti sessuali,ma soprattutto a differenza che in Italia il ciellino rompic... lì non può chiamare la gendarmerie minacciando denunce per omissione d'atti d'ufficio se non perseguono i nudisti(vedi Ravenna Cesano e Torre Salsa),lì bisogna che chi si sente offeso faccia denuncia di parte(non la fa la police)anticipi i soldi per l'avvocato,poi se vince verrà risarcito:credo che se fosse così in Italia gran parte dei nostri problemi sarebbe risolto
|
| domenica 8 marzo 2015, 13:22 |
|
 |
|
carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
|
Scusa Andrea:la parte secondo cui in Francia il nudo non può essere perseguito d'ufficio sarà magari anche vera, ma io nell'articolo non l'ho letta! comunque ne sei sicuro? Alcuni interventi di cui sono a conoscenza, anche abbastanza recenti,ad esempio in Corsica, dove, specie su alcune spiagge della costa Ovest le forze dell'ordine hanno invitato i nudisti quantomeno a rivestirsi, mi fanno pensare che non sia proprio così: se fosse un reato perseguibile solo su querela, mi sembra che senza di questa non potrebbero intervenire in alcun modo! Ma qui potrei sbagliarmi: lascio volentieri la parola a chi è più esperto di me, se ci legge!
_________________ nemo
|
| domenica 8 marzo 2015, 17:49 |
|
 |
|
Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
|
in realtà e solo una deduzione per il fatto che nonostante le esibizioni pubbliche le femen hanno subito denunce di parte,per il fatto che appunto non ho mai sentito di gente denunciata in Francia ma solo invitata a rivestirsi e per un altro fatto accaduto un paio di anni fa che ho letto sul forum di vivre nu e anche lì la gendarmerie si è mossa solo dopo una querela di parte,poi in realtà non lo so per certo
|
| domenica 8 marzo 2015, 20:40 |
|
 |
|
Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
|

ecco la mia traduzione così il procuratore di Lille ha richiesto il rilascio puro e semplice per Dominique Strauss-Kahn insistendo sul dovere di far prevalere il diritto sulla morale dopo che aveva denunciato le tre femen che l'avevano accolto al suo arrivo a palazzo di giustizia di Lilla affinché fossero giudicate per l'accusa di esibizione sessuale. prima di loro una vecchia militante femen che aveva organizzato un happening all'interno della chiesa della Maddalena per denunciare la posizione della chiesa nel dibattito sull'aborto in Spagna era stata condannata ad un mese di prigione con l'obbligo di versare un risarcimento e le spese legali,decisione contro la quale ha interposto l'appello.Ora di fatto per poter perseguire questa militante per corruzione profanazione o blasfemia,i due primi delitti non erano manifestatamente compiuti e il terzo èp stato abrogato,la chiesa aveva puntato su "esibizione sessuale imposta alla vista altrui in luogo accessibile alla vista della gente",delitto previsto e perseguito dall'articolo 222-32 del codice penale I seni,questo il corpo del reato contestato alle femen?poco importa che siano esposti in una chiesa,un museo o per strada,ricoperti o no di slogans,sventolati da soli o in gruppo,la sola loro apparizione è di per se condannabile. UN INTENTO SESSUALE PROVOCANTE In realtà l'esibizione sessuale non è chiaramente e precisamente definita dalla legge,e questo permette di farci entrare un gran numero di comportamenti:da degli atteggiamenti impudici evidenti,come fare l'amore o masturbarsi in pubblico alla nudità del corpo integrale o parziale.La definizione di questo reato che meriterebbe di essere meglio definita dal legislatore,può sorprendere visto che si sa che da decenni l'accettazione della nudità non ha mai smesso di aumentare e con essa la fine della repressione per dei comportamenti che non si associano all'intenzione di provocare sessualmente. Così laa nudità non è più condannata ne perseguita quando si tratta di naturismo praticato su certe spiagge occupate o di topless ampiamente diffuso nelle nostre località balneari.La nudita ugualmente largamente accettata quando è messa in scena negli spettacoli o nelle opere d'arte,come fu il caso della pièce teatrale Tragedie di Olivier DUBOIS andata in scena nel chiostro dei carmini al festival d'Avignone,dell'arte corporea di Marina Abramovic,delle esibizioni di Deborah De Robertis o di Milo Moirè o ancora la danza nuda di Corinne Duval sull'altare della cappella di san pietro di Mahalon,nel contesto di un festival d'arte contemporanea. Ma c'è di più,l'utilizzo della nudità per motivi politici è una pratica comune non solo nell'ambito delle rivendicazioni femministe in Africa Asia ed Europa dagli anni 70 ma anche per altre proteste,come gli impiegati negli spettacoli o gli zadistes.All'estero la nudità dei seni non è solo tollerata ma espressamente autorizzata come a New York,dove a forza di manifestazioni e procedure giudiziarie,le donne possono passeggiare a seno nudo per le vie della città o ancora in Svezia dove hanno conquistato l'autorizzazione a fare il bagno senza il pezzo superiore del costume in alcune piscine pubbliche. IL CORPO COME ARMA POLITICA Perché una tale diversità per le femen?Le femen hanno cambiato il corpo femminile dallo stato di vittima per farne un'arma politica al servizio di quello che ironicamente hanno chiamato sessestremismo,una specie di sintesi fra femminismo militanza politica e cultura pop.Esse da parte loro non hanno esitato a confrontarsi direttamente con dei movimenti reazionari come gli antimatrimonio per tutti,l'estrema destra,l'islamismo radicale o certi amministratori autoritari,con delle azioni che sono state da una parte provocatrici e spettacolari ma soprattutto non violente.Di fronte alla spettacolarizzazione mediatica delle loro azioni,alcuni hanno creduto di poterle denigrare qualificandole come criminali o malate mentali e ridurre il loro attivismo ad un delitto penale,facendolo passare per aggressione sessuale all'opposto della loro ideologia emancipante che condanna tutte le forme di violenza sessuale. quello che può sorprendere non è che la chiesa abbia sporto denuncia contro di loro,che è un diritto sacrosanto,ma che dei magistrati abbiano considerato valida la sua analisi fingendo d'ignorare la dimensione politica del loro atteggiamento.Perchè evidentemente è il corpo fisico delle femen che è stato condannato,là dove al contrario è esposto privato della sua funzione e ricoperto di slogans e trasformato in corpo politico.In queste condizioni non doveva più essere giudicato per quello che è,ma per quello che è diventato,cioè un supporto di una manifestazione pubblica.Questo è quello che ha deciso la Corte europea dei diritti dell'uomo,su un arresto effettuato il 28 ottobre 2014 rilevando che "il diritto alla libertà d'espressione riguarda non solo il contenuto delle idee espresse ma anche la forma impiegata per comunicarle"e che il fatto di mostrarsi nudi in pubblico per esprimere una propria opinione..... può essere considerato come forma di espressione contemplata dall'art 10"Essa ricorda inoltre correttamente che" la libertà d'espressione non vale solamente per le informazioni o le idee condivise o considerate inoffensive o indifferenti,ma anche per quelle che urtano colpiscono o inquietano:così volendo il pluralismo,la tolleranza e lo spirito di apertura senza i quali non esiste la società democratica
IL FEMMINISMO NON è ESIBIZIONISMO Se il modo di agire delle femen può urtare scioccare o inquietare una parte della popolazione,ripetiamolo è ampiamente comprensibile,non lo è altrettanto che sia considerato come un'offesa penalmente reprimibile,per il rischio di portare una sproporzionata ingerenza alla loro libertà di espressione e di conseguenza alla nostra.Perciò il femminismo non dovrebbe mai essere considerato esibizionismo.Al giovane Baudelaire che era appena stato condannato per oltraggio alla morale pubblica e ai buoni costumi per "i fiori del male"Victor Hugo scriveva:"Io grido bravo con tutte le mie forze al vostro spirito.Avete appena ricevuto una delle più rare onoreficenze che il nostro attuale regime possa accordare.Quello che ha chiamato "la sua giustizia"vi ha condannato per quello che chiama"la sua morale"E' un alloro in più.Io vi stringo la mano poeta"Bisognerà attendere circa un secolo perché una revisione della corte di cassazione tolga alla memoria del poeta la sua condanna. Oggi dove il nostro paese s'interroga sulla sua capacità di resistere a tutte le forme d'integralismo d'intolleranza e di fanatismo,il posto delle femen non è certamente un tribunale per essere giudicate in nome di un eccesso di pudore,ma di essere presenti con le loro corone di fiori ovunque le nostre libertà minacciate lo richiedano
|
| domenica 8 marzo 2015, 21:12 |
|
 |
|
carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
|
No è che mi sembri chiarissimo....riassumendo, se ho capito qualcosa:
Con il suo articolo il giornalista difende le tre femen che dimostravano contro l'assoluzione di Strauss Kahn e che sono state accusate di esibizione sessuale (senza, par di capire, che ci fosse bisogno di una denuncia...). dallo stesso procuratore di Lille che ha assolto Kahn. Nell'articolo si cita poi una quarta femen che è stata condannata in precedenza ed è ricorsa in appello.
Il giornalista le difende tutte con vari argomenti, molti dei quali conosciamo bene (e mai presi per buoni dai giudici della nostra Cassazione, tanto per dirne una...) e citando una sentenza delle Corte Europea sui diritti dell'uomo.
Ma poi com'è finita? Perchè un conto è quello che diciamo noi e quelli che condividono le nostre idee, un'altra è quello che decidono i giudici!...
Mi sembra rimanga comunque valido quel che dicevo prima!
_________________ nemo
|
| domenica 8 marzo 2015, 22:43 |
|
 |
|
carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
|
Mi era sfuggito il fatto che l'autore dell'articolo, GHNASSIA, è in realtà il difensore delle femen e non un semplice giornalista, ma questo non cambia le cose, anzi...direi che i Francesi sono proprio nostri cugini stretti... (però non ci si deve lamentare: potrebbe andare molto ma molto peggio!)
_________________ nemo
|
| lunedì 9 marzo 2015, 9:14 |
|
 |
|
giulio74
eXtraJuniorAdmin
Iscritto il: giovedì 16 novembre 2006, 10:51 Messaggi: 4000 Località: Marostica (VI)
Genere (M/F): Maschio
|

Allora, sono andato a cercarmi la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (e della donna  ) a cui fa riferimento l'avvocato di Femen. Si tratta della questione del cosiddetto "Naked Rambler" inglese. Ecco qui il testo: Cita: Information Note on the Court’s case-law No. 178 October 2014 Gough v. the United Kingdom - 49327/11 Judgment 28.10.2014 [Section IV] Article 10 Article 10-1 Freedom of expression Multiple arrests and convictions of a “naked rambler” resulting in a cumulative period of imprisonment of over seven years: no violation Article 8 Article 8-1 Respect for private life Multiple arrests and convictions of a “naked rambler” resulting in a cumulative period of imprisonment of over seven years: no violation Facts – The applicant adhered to a firmly held belief in the inoffensiveness of the human body. This had in turn given rise to a belief in social nudity, which he expressed by being naked in public. In 2003 he decided to take his first trek through the United Kingdom, earning the nickname “the naked rambler”. Over the years, he was arrested and sentenced numerous times. Law – Article 10 (a) Scope of the complaint – The applicant clearly complained about his repeated arrest, prosecution, conviction and imprisonment for the offence of breach of the peace owing to his refusal to wear clothes in public. Although this had not amounted to a continuing situation for the purposes of the six-month rule in Article 35 § 1 of the Convention, the incidents had formed part of a pattern. Therefore, although only the complaint concerning the applicant’s 2011 arrest, prosecution, conviction and imprisonment was admissible, the Court examined the compatibility with Article 10 in the light of the pattern of prior and subsequent such incidents. (b) Applicability – The applicant had chosen to be naked in public in order to give expression to his opinion as to the inoffensive nature of the human body. Therefore, his public nudity could be seen as a form of expression which fell within the ambit of Article 10 and his arrest, prosecution, conviction and detention had constituted repressive measures taken in reaction to that form of expression of his opinions. There had therefore been interference with the exercise of his right to freedom of expression. (c) Merits – The interference was prescribed by law and had pursued the broader aim of seeking to ensure respect for the law in general, and thereby preventing the crime and disorder which would potentially ensue had the applicant been permitted to continually and persistently flout the law with impunity. The extent to which, and the circumstances in which, public nudity is acceptable in a modern society was a matter of public interest. The fact that the applicant’s views on public nudity were shared by very few people was not, of itself, conclusive of the issue before the Court. As an individual intent on achieving greater acceptance of public nudity, the applicant had been entitled to seek to initiate such a debate and there was a public interest in allowing him to do so. However, the issue of public nudity also raised moral and public-order considerations. Thus, the applicable margin of appreciation in reacting to instances of public nudity, as opposed to regulating mere statements or arguments on the subject, was a wide one. The measures taken against the applicant had not been the result of any blanket prohibition: each incident had been considered on its facts and in light of the applicant’s own history of offending. As to the severity of the sanctions, it was noteworthy that after his early convictions the applicant had been either admonished or had received short sentences of imprisonment. It had only been after a number of convictions that the courts had begun to impose more substantial custodial sentences and, even then, efforts had been made to reach a less severe penalty. In assessing the proportionality of the penalty imposed, the Court was therefore not concerned with the respondent State’s response to an individual incident but with its response to the applicant’s persistent public nudity and his wilful and contumacious refusal to obey the law over a number of years. It was true that by the time the 2011 sentence was imposed, the applicant had already served a cumulative total of five years and three months in detention on remand with only four days’ spent at liberty since May 2006. The cumulative period of imprisonment in Scotland since 2003 for the repeated instances of his refusal to dress in public stood at over seven years. While the penalty imposed for each individual offence, taken on its own, was not such as to raise an issue under Article 10 in terms of lack of proportionality, the cumulative impact on the applicant of the measures taken by the respondent State was otherwise. However, the applicant’s own responsibility for the convictions and the sentences imposed could not be ignored. In exercising his right to freedom of expression, he had in principle been under a general duty to respect the country’s laws and to pursue his desire to bring about legislative or societal change in accordance with them. Many other avenues for the expression of his opinion on nudity or for initiating a public debate on the subject were open to him. He had also been under a duty, particularly in the light of the fact that he was asking for tolerance in respect of his own conduct, to demonstrate tolerance of and sensibility to the views of other members of the public. However, he appeared to reject any suggestion that acceptance of public nudity could vary depending on the nature of the location and the presence of other members of the public. Without any demonstration of sensibility to the views of others and behaviour they might have considered offensive, he had insisted upon his right to appear naked at all times and in all places. The applicant’s case was troubling, since his intransigence had led to his spending a substantial period in prison for what was – in itself – usually a relatively trivial offence. However, his imprisonment was the result of his repeated violation of the criminal law in full knowledge of the consequences, through conduct which he had full well known not only went against the standards of accepted public behaviour in any modern democratic society but also was liable to be alarming and morally and otherwise offensive to other, unwarned members of the public going about their ordinary business. Therefore, the repressive measures taken in reaction to the particular, repeated form of expression chosen by the applicant had met a pressing social need and had been, even if considered cumulatively, proportionate. Article 10 did not go so far as to enable individuals, even those sincerely convinced of the virtue of their own beliefs, to repeatedly impose their antisocial conduct on other, unwilling members of society and then to claim a disproportionate interference with the exercise of their freedom of expression when the State, in the performance of its duty to protect the public from public nuisances, enforced the law in respect of such deliberately repetitive antisocial conduct. Conclusion: no violation (unanimously). Article 8: As concerns in particular an individual’s personal choices as to his desired appearance in public, Article 8 could not be taken to protect every conceivable personal choice in that domain: there must presumably be a de minimis level of seriousness as to the choice of desired appearance in question. Whether the requisite level of seriousness had been reached in relation to the applicant’s choice to appear fully naked on all occasions in all public places without distinction may be doubted, having regard to the absence of support for such a choice in any known democratic society in the world. In any event, however, even if Article 8 were to be taken to be applicable to the circumstances of the present case, those circumstances were not such as to disclose a violation of that provision. In sum, any interference with the applicant’s right to respect for his private life had been justified under Article 8 § 2 for essentially the same reasons given in the context of the analysis under Article 10 of the Convention. Conclusion: no violation (unanimously). © Council of Europe/European Court of Human Rights This summary by the Registry does not bind the Court. Click here for the Case-Law Information Notes
|
| lunedì 9 marzo 2015, 12:29 |
|
 |
|
giulio74
eXtraJuniorAdmin
Iscritto il: giovedì 16 novembre 2006, 10:51 Messaggi: 4000 Località: Marostica (VI)
Genere (M/F): Maschio
|
... quindi, Gough ha PERSO la causa contro il Regno Unito, in quanto si è ritenuto all'unanimità che lo stato del Regno Unito - che più volte l'ha imprigionato - non abbia violato né l'articolo 10 né l'articolo 8.
|
| lunedì 9 marzo 2015, 12:33 |
|
 |
|
carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
|
Già: sembra il contrario di quello che dice GHNASSIA...ma si sa che glia avvocati sono bravi nell'estrapolare da una sentenza solo quello che serve a loro! Se non altro, rispetto agli Inglesi, noi possiamo contare sul fatto che da noi è molto più difficile finire in galera sul serio  ....siamo in buona compagnia con i ladri, i truffatori e gli evasori fiscali! 
_________________ nemo
|
| lunedì 9 marzo 2015, 14:38 |
|
 |
|
|
Pagina 1 di 1
|
[ 14 messaggi ] |
|
Chi c’è in linea |
Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite |
|
Non puoi aprire nuovi argomenti Non puoi rispondere negli argomenti Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi inviare allegati
|
|