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| Metoo e nudo nell'arte http://extravillage.it/forum/viewtopic.php?f=37&t=19371 |
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| Autore: | fambros [ martedì 28 settembre 2021, 13:22 ] |
| Oggetto del messaggio: | Metoo e nudo nell'arte |
da https://www.ilsole24ore.com/art/il-nudo ... fresh_ce=1 l nudo di donna fa paura alle femministe del #MeToo? di Ada Masoero 3 febbraio 2018 John William Waterhouse. Chi era costui? Fino a un paio di giorni fa era un onesto, seppure attardato seguace del Preraffaellismo, la corrente artistica sorta nell'Inghilterra di metà Ottocento che predicava un ritorno ai modelli dell'arte del primo Rinascimento italiano: prima, dunque, che Raffaello «tradisse la natura» in nome della bellezza. Fondata nel 1848 da un gruppetto di ventenni (Dante Gabriele Rossetti, Holman Hunt, John Everett Millais e lo scultore Thomas Woolner) ostili ai dettami dell'Accademia, la Confraternita dei Preraffaelliti ebbe vita breve: si sciolse nel 1852, sebbene continuasse per qualche tempo a richiamare adepti di valore (primo fra tutti Edward Burne-Jones), tutti devoti a quel suo mondo fatto di una mistica fedeltà alla natura e dell'adesione a un passato prerinascimentale intriso di religiosità e di tradizioni locali. Quanto a Waterhouse, nato com'era nel 1849, non poté che seguirne le orme in ritardo, conoscendo tuttavia una buona fama in vita, per poi finire nelle retrovie. Oggi, invece, è una star del web. Il suo nome rimbalza in tutto il mondo grazie a Clare Gannaway, curatrice di arte contemporanea della Manchester Art Gallery, che ha rimosso dalle sale del museo un suo dipinto del 1896, Ila e le Ninfe, dove figura il bellissimo Ila, amato da Ercole, ammaliato e rapito da un drappello di giovanissime, sensuali, ammiccanti “ninfette” (appunto) acquatiche. Perché mai il dipinto (tutt'altro che un «capolavoro» come si legge, ma sicuramente un'opera famosa) è stato staccato dalla parete, e le sue cartoline sono sparite dal bookshop? Non perché Gannaway non ne apprezzasse la fattura ma perché, con uno zelo degno forse di miglior causa, avrebbe voluto (come recita il cartello che lo sostituisce) «stimolare il dibattito su come esponiamo e intrepretiamo le opere della collezione pubblica di Manchester». Il dipinto si trovava nella sala intitolata Alla ricerca della bellezza, dove –commenta The Guardian - ci sono quadri del XIX secolo che mostrano «un sacco di carne femminile». Dunque, il dibattito verterebbe intorno al modo con cui gli artisti uomini hanno rappresentato il corpo femminile nelle opere d'arte: da un lato come ammiccante elemento decorativo, dall'altro come letale arma erotica, portatrice di rovina per l'uomo (inteso evidentemente come un soggetto debole, incauto, incapace di sfuggire alle trame femminili). E sebbene la rimozione sia essa stessa - a dire del museo - un atto artistico, propedeutico alla mostra personale dell'artista Sonia Boyce (di prossima apertura), per ammissione della stessa Gannaway il dibattito di Time's Up e #MeToo, che da mesi infiamma i media, ha avuto il suo peso nell'indurla a tale decisione. da https://www.blitzquotidiano.it/arte/tiz ... e-3159231/ Tiziano alla National Gallery a Londra. Daisy Dunn: “Dipinti di nudo? E’ arte” 9 marzo 2020 ROMA – Tiziano Vecellio, grande maestro della pittura veneta del ‘500 (1490-1576), ha iniziato a fare scintille a Londra. La pietra focaia è una mostra, che si aprirà il 16 marzo 2020 alla National Gallery, fino al 14 giugno, coronavirus permettendo. Ma, anche se lo stesso Tiziano morì di un’altra e ben più grave epidemia, la peste, quella vera, non è il Covid 19 a far parlare della mostra. Piuttosto è il tema: “Tiziano, amore, desiderio, morte”. In temi di MeToo, il moralismo rischia di prevalere sulla grandezza dell’arte. Una giovane critica d’arte un po’ fuori dal coro, Daisy Dunn, presenta sul Daily Mail la mostra con “questo corpo classico in mostra a Londra non è lì per essere mangiato con gli occhi ma ammirato” e avvisando i “fiocchi di neve che minacciano di sciogliersi davanti ai sensuali nudi di Tiziano dovrebbero ricordare che anche loro sono nati senza vestiti”. Snowflake, informa Wikipedia, “è un termine gergale dispregiativo del 2010 per indicare una persona, che ha un’eccessiva considerazione di sé, un infondato senso di diritto o è eccessivamente emotiva, che si offende facilmente o è incapace di far fronte a opinioni opposte”. Seguono le descrizioni dei dipinti che faranno più discutere. Nel quadro Danae, scrive Dunn, una principessa è distesa su un letto con le gambe aperte per ricevere una pioggia d’oro fecondante. È nuda, si vedono il seno e la pancia dalle forme rotonde e la sua carnagione bianca e rosea è luminosa. Suo padre l’ha imprigionata. La pioggia fecondante rappresenta Giove, re di tutti gli dei, che entra nella sua cella attraverso un’apertura nel tetto, per metterla incinta. La scena è esplicita al punto che Twitter questa settimana ha deciso che gli utenti che pubblicano immagini del dipinto violano le regole sui nudi. Un altro capolavoro, Il Ratto di Europa, mostra una ragazza rapita da Giove tramutato in un toro. I vestiti si aprono e si vede il corpo, il tessuto si impiglia tra le cosce. Mentre una coppia di amorini paffuti la insegue lei sul dorso del toro bianco, sembra chiedere aiuto ma inutilmente: viene portata via contro la sua volontà. E poi c’è Diana e Callisto. Un’altra vittima della lussuria di Giove, Callisto viene spogliata davanti alla casta dea Diana e alle altre ninfe. La sua pancia è rotonda, in avanzato stato di gravidanza. Giunone, moglie gelosa di Giove la picchia e poi la trasforma in un’orsa. Quando dipinse questi capolavori Tiziano era al culmine del successo. Le storie che ha raffigurato hanno migliaia di anni e sono mitologiche. Eppure se i dipinti fossero stati esposti oggi per la prima volta, ci sarebbero state grida di indignazione. Nell’era MeToo, il nudo femminile è diventato “problematico”, avverte Dunn. Solo un anno fa, la Royal Academy ha organizzato una mostra in cui i curatori hanno cercato di mostrare un numero uguale di uomini e donne nudi. Per alcuni, anche questo non è stato sufficiente. Alice Procter, che gestisce i cosiddetti Uncomfort Art Tours, mettendo in evidenza il ruolo che il colonialismo avrebbe avuto nella creazione delle collezioni nelle gallerie, ha twittato: “Quanti di questi nudi maschili saranno definiti come “ideali/eroici/classici” aka bianco/consentito/ cisnormativo?”. In un’epoca in cui le immagini di uomini e donne nudi sono disponibili con un solo clic del mouse, quando gli esperti mettono costantemente in guardia sulla “pornografia” della cultura, sembra che anche l’arte rinascimentale non sia immune alla penna nera dei censori. Ma le “Poesie” di Tiziano – sei splendide scene mitologiche ispirate ai poemi del poeta latino Ovidio e riunite per la prima volta dal 1704 alla National Gallery – non sono né celebrazioni di forza bruta né istantanee gratuite di donne nude. Ci insegnano una profonda lezione spirituale: l’impotenza umana di fronte a forze al di fuori del nostro controllo. Sono al centro della religione e la paura che Dio e gli dei hanno ispirato nell’essere umano, sia in epoca cristiana che pagana. Tuttavia, è improbabile che tali considerazioni possano pacificare chi è perennemente sdegnato. Le metamorfosi, il poema di Ovidio su cui Tiziano ha basato i suoi dipinti, è già stato definito da alcuni studenti come offensivo o, come spesso dicono, “provocante”. Alcuni passaggi, senza alcun preavviso sul loro contenuto potrebbero rivelarsi una lettura sconvolgente. E’ comprensibile che alcune persone si sentano a disagio o addirittura ansiose quando vedono delle immagini o leggono descrizioni di violenza, specialmente chi è stato vittima di crimini analoghi. Ma né la poesia di Ovidio né i dipinti di Tiziano meritano di essere censurati o disapprovati perché affrontano l’argomento. Rappresentare qualcosa non significa approvarla. Dai dipinti di Tiziano emerge chiaramente che è entrato in empatia con molti dei suoi soggetti femminili. E’ sufficiente osservare come ha dipinto gli occhi di Europa: sono pieni di paura, le pupille sembrano “girare” all’indietro. |
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| Autore: | Eroe [ martedì 28 settembre 2021, 19:10 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Metoo e nudo nell'arte |
Allucinante ora ci manca solo che mettano le brache alle sculture di nudo e dipingano dei veli sulle parti intime umane raffigurate nei quadri. |
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| Autore: | Eymerich [ mercoledì 29 settembre 2021, 7:09 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Metoo e nudo nell'arte |
Non ci si crede... |
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| Autore: | GiMe_76 [ mercoledì 5 aprile 2023, 12:40 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Metoo e nudo nell'arte |
Intanto il bigottismo nudofobico può costare anche un posto di lavoro https://artemagazine.it/2023/03/26/inse ... i-firenze/ |
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| Autore: | Eroe [ lunedì 17 aprile 2023, 19:24 ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Metoo e nudo nell'arte |
Ma qualcuno informi i genitori bigotti americani (di una nazione che trova normale fare guerre e migliaia di morti con motivazioni inventate) che i loro bimbi prima o poi trovano un computer senza blocchi dei genitori e visitano YouPorn altro che il David di Michelangelo. |
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