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Progetto di legge sul naturismo
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Messaggio |
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carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
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Il fatto è che se una legge finalmente dicesse che, poniamo in Liguria, (visto che sono Ligure..) le autorità locali (Regione o Comuni) possono individuare spazi pubblici da dedicare alla pratica naturista,
(cosa che peraltro, nei rarissimi casi in cui si vuole, viene fatta anche senza un'apposita legge, come dimostrano le spiagge di Capocotta o di Rimigliano....)
temo succederebbe quello che è successo in Emilia Romagna, cioè assolutamente niente!
Fondamentalmente per due motivi:
Uno è che il nudismo da noi, nel corso dei decenni, si è creata una fama un po' particolare: da noi quando si pensa ad una spiaggia nudista, spesso l'immagine che viene in mente è quella di una spiaggia "per soli uomini" o per coppie di adulti trasgressive!
La seconda è che, con un ritardo di più di cinquant'anni rispetto agli altri Paesi, tutti gli spazi disponibili sono ormai sovraffollati di persone costumate che in molti casi non hanno mai visto un nudista in vita loro!
Difficile trovare spazi per nuovi campeggi (gli unici in grado di richiamare dall'Estero naturisti in grande quantità...), difficile che qualcuno degli esistenti voglia convertirsi al naturismo, difficile trovare anche un singolo scoglio che non sia brulicante di gente in costume!
Forse ci sono Regioni che hanno più spazi da sfruttare: il rischio e che non possano evitare la curiosità spesso morbosa di chi, vivendo in altre Regioni, non ha mai visto un nudista in vita sua!
La soluzione? Io non la conosco ! Personalmente vado all'Estero...Come minimo ci vorrebbe una legge così liberale da consentire, come accade all'estero, di dedicare al nudismo, senza soluzione, di continuo, tratti di spiaggia abbondantemente frequentati da gente in costume..ma credo che da noi sia fantascienza!
_________________ nemo
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| lunedì 9 settembre 2013, 9:48 |
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Maurigo
Habitué
Iscritto il: giovedì 29 settembre 2011, 10:22 Messaggi: 375 Località: Milano
Genere (M/F): Maschio
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Ciao Carlo, da semi-ligure (papà di S. Margherita) devo darti ragione appieno per quanto riguarda le spiagge della tua regione, non ci sono proprio gli spazi (almeno per quanto riguarda levante, di ponente non me ne curo  ). Non ci sono per le spiagge libere, figuriamoci per quelle naturiste. Se ci pensi, però nella parte dedicata alle spiagge naturiste in Italia di questo forum, di posti ce ne sono, più o meno accessibili, più o meno frequentati, ma ce ne sono. Non basterebbe, per un Comune, una Provincia o una Regione, una volta fatta la legge, semplicemente legittimare quello che già succede? Certo, all'inizio verranno i guardoni ed i curiosi, a guardarci come se fossimo bestie rare, ma sono sicuro che dopo un po' la cosa perderebbe d'interesse, la velina di turno si metterebbe col calciatore di turno, e tutti i benpensanti avrebbero altro di cui sparlare rispetto a quei nudisti li. Con i miei genitori, 30 anni fa, si andava in una spiaggia vicino a Cirò Marina (KR), spiaggia deserta per chilometri e chilometri, dove facevamo tranquillamente naturismo. sono sicuro che in 30 anni l'edilizia avrà grattato buona parte di quella spiaggia, ma confido che ci siano ancora parti di arenile da poter continuare a sfruttare x il naturismo. Anch'io, come te, preferisco andarmene all'estero a praticare naturismo in tranquillità, Francia prevalentemente e Corsica nello specifico, più che altro per quel senso di legittimità che ti fa stare più tranquillo mentre stai in una situazione che, di fatto, ti rende abbastanza vulnerabile, ma, ripeto, confido che se una legge per spazi delimitati e specifici ci fosse, anche la bigotta Italia si conformerebbe al resto d'Europa, in tempi italioti, s'intende. Viceversa non credo che sia fattibile, come ventilato da qualcuno di questo forum, la trasformazione di TUTTE le spiagge italiane in clothing optional, sul modello spagnolo. in questo caso le resistenze sarebbero veramente troppe.
_________________ [url]www.golosa-mente.com[/url]
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| lunedì 9 settembre 2013, 10:19 |
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carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
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Maurigo Cita: Non basterebbe, per un Comune, una Provincia o una Regione, una volta fatta la legge, semplicemente legittimare quello che già succede? No, secondo me, no! intendevo proprio questo! Quello che già succede, nella maggior parte dei casi, è molto meglio non legittimarlo! Sono posti nascosti e difficilmente accessibili, che non possono attirare una frequentazione naturista normale (e questa è la ragione per cui molti di questi posti sono già storicamente in mano a certe categorie...) , se non quella fornita delle Associazioni che però da sole finiscono per essere quattro gatti, a volte pure malmenati! E men che meno questi posti sono in grado di richiamare una frequentazione numericamente interessante dal punto di vista economico-turistico!
_________________ nemo
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| lunedì 9 settembre 2013, 12:30 |
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r100gs
Celebrità
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2006, 12:51 Messaggi: 2488 Località: Direttrice nord-est/sud-ovest
Genere (M/F): Maschio
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Si parla di naturismo solo per contestare la "forma" della norma. Quantomeno, ho imparato una parola nuova... http://www.italiaoggi.it/giornali/detta ... iTestate=1Basta leggere quella emiliana sui nudisti che poi è stata peggiorata da quella abruzzeseLeggi regionali fatte con i piediAnziché dare delle disposizioni fanno dei ditirambi di Cesare Maffi Se si pone mente allo scrupolo col quale i costituenti discettavano del significato fosse pure di una singola parola c'è da rabbrividire, confrontando quello stile con l'abborracciata scrittura legislativa odierna. Ancor peggiore dello stile in uso nel parlamento, però, è il comportamento vigente in alquante regioni: i consiglieri regionali riescono a essere più sciatti, più sbrindellati, più goffi di deputati e senatori. E ce ne vuole. Citiamo un solo caso: il nudismo. Alcuni anni fa la regione Emilia-Romagna ritenne opportuno disciplinare le pratiche nudiste. Approvò quindi una legge regionale (n. 16 del 2006), intitolata «Valorizzazione del turismo naturista», che all'art. 1 (rubricato Finalità) così stabiliva: «La Regione, nell'ambito delle proprie competenze, ai sensi dell'articolo 117, comma IV, della Costituzione, promuove le condizioni necessarie per garantire la possibilità di praticare il turismo naturista, al fine di valorizzare pratiche di vita sana e prevalentemente all'aria aperta che utilizzano anche il nudismo come forma di sviluppo della salute fisica e mentale, attraverso il contatto diretto con la natura». Poche settimane addietro ha seguito le orme emiliano-romagnole la regione Abruzzo, approvando la legge regionale n. 26 del 2013, identicamente intitolata «Valorizzazione del Turismo Naturista». Ecco i primi due articoli abruzzesi: «Art. 1. Definizioni. Si definisce naturismo un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente.» «Art. 2. Finalità del naturismo. Il naturismo si propone di promuovere un contatto diretto con la natura privo di artificiosità e convenzioni sociali, partendo dal rispetto verso le persone, per arrivare al rispetto degli animali e dell'ambiente attraverso uno stile di vita che vede la nudità come logica conseguenza del proprio modo di essere interiore. Un naturista ha una vita sana, si alimenta con prodotti naturali, pratica attività sportiva all'aria aperta e il suo stare nudo ha una componente sociale che si realizza, quando possibile, in spazi privati e pubblici». I contenuti di una legge debbono sempre consentire, nella loro asettica e tecnica neutralità, un'immediata interpretazione. Non possono, e ancor più non devono, tradursi in pubblicità di singoli gruppi, associazioni, sindacati, movimenti, partiti, credi religiosi. Che senso ha, sul piano giuridico, stendere un'apologia del naturismo, come hanno fatto i consiglieri abruzzesi? L'intero articolo 2 sembra destinato a propagandare il naturismo, che in schietto sociologhese «vede la nudità come logica conseguenza del proprio modo di essere interiore». D'altra parte, pure nella Germania nazionalsocialista il nudismo era tollerato (si cita perfino un «decreto di polizia per il regolamento dei siti balneari», emanato nel 1942, per consentire agli uomini di fare il bagno nudi nel presupposto di non essere visti da quelli che i naturisti chiamano «tessili»), e non pochi nudi si vedono nel trionfale film di Leni Riefenstahl celebrativo delle Olimpiadi berlinesi del 1936. Se dovesse prender piede l'andazzo avviato timidamente dall'Emilia-Romagna, ma provocatoriamente dall'Abruzzo, dovremmo aspettarci, in una legge che stanzi incentivi per le energie alternative, elogi anti nucleari, così come, in disposizioni per gli esodati, annotazioni encomiastiche per chi vada in pensione. La struttura di una legge, anche regionale, non dovrebbe tollerare simili excursus.
_________________ La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione.
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| martedì 15 ottobre 2013, 11:21 |
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Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
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vabbè da uno che ha studiato all'università cattolica non ci si può aspettare che conosca l'art3 della Costituzione(sarà uno dei tanti che ci riconosce il diritto ad avere spazi ma solo nei luoghi adatti cioè ad est di Muggia o a ovest di Ventimiglia) né che capisca che la legge di valorizzazione del turismo naturista non disciplina il naturismo ma è solo il mezzo legislativo per poter adibire aree pubbliche o private alla pratica del naturismo(pensiamo al nido a a San Vincenzo che è rimasta tollerata per anni nonostante la volontà del comune e nonostante il sito della pro loco indicasse la possibilità di praticare naturismo solo perché non sapevano come fare la delibera da un punto di vista tecnico legale)
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| martedì 15 ottobre 2013, 19:10 |
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carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
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Non so se la critica sia anche pretestuosa, ma non mi sembra del tutto sbagliata! E' una cosa che avevo notato anch'io in passato su vecchi progetti di legge: le leggi, per loro natura, forniscono delle regole, quindi di solito sono molto tecniche (spesso al punto di essere difficilmente comprensibili) e dicono quello che si deve o non si deve fare, senza perdersi in filosofie sul perché! La legge non si perde a dire perché non si deve rubare o perché si devono pagare le tasse o non inquinare o non sorpassare in curva! Le campagne di sensibilizzazione vengono eventualmente svolte in altre sedi! le leggi sul naturismo invece, son sempre lì a spiegare che il naturismo è una filosofia di vita, che il naturista conduce una vita sana....come a giustificare un provvedimento altrimenti criticabile...
_________________ nemo
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| mercoledì 16 ottobre 2013, 8:17 |
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r100gs
Celebrità
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2006, 12:51 Messaggi: 2488 Località: Direttrice nord-est/sud-ovest
Genere (M/F): Maschio
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Giusto Carlo, non vanno fatti ditirambi! 
_________________ La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione.
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| mercoledì 16 ottobre 2013, 8:31 |
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Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
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carlo ha scritto: Un comportamento normale come quello di un genitore che gioca con a cavalcioni il figlio o la figlia, diventa equivoco se entrambi sono nudi e se chi assiste non è preparato ad interpretare correttamente quel che vedele leggi sul naturismo invece, son sempre lì a spiegare che il naturismo è una filosofia di vita, che il naturista conduce una vita sana....come a giustificare un provvedimento altrimenti criticabile... serve per far ricadere la possibilità di praticare naturismo fra le libertà costituzionali garantite dall art3"...E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana..." e un testimone non dovrebbe interpretare,dovrebbe riferire ciò che ha visto non ciò che ha pensato
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| mercoledì 16 ottobre 2013, 16:41 |
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carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
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Scusa Andrea, ma non ci ho capito niente! In più, non ricordo di avere mai scritto la frase così come tu la riporti! (spero proprio di non averlo fatto!...  )
_________________ nemo
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| giovedì 17 ottobre 2013, 10:24 |
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Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
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 chiedo scusa dev'essere successo perché stavo quotando solo una frase del tuo intervento e dopo aver tagliato devo aver inavvertitamente incollato una frase copiata sul forum di italia naturista dal t che parla del padre e della famiglia umbra che hanno vissuto l'incubo,in effetti l'ultima riga l'ho aggiunta dopo aver riletto,ma anche a me non sembrava che tu avessi scritto così vabbè in realtà volevo rispondere a Cita: le leggi sul naturismo invece, son sempre lì a spiegare che il naturismo è una filosofia di vita, che il naturista conduce una vita sana....come a giustificare un provvedimento altrimenti criticabile...
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| giovedì 17 ottobre 2013, 16:43 |
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carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
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Se ho capito quello che intendi dire, Andrea, non credo sia così: se fai una legge per consentire il naturismo o nudismo che dir si voglia, è evidente che la ritieni compatibile con la Costituzione e dai per scontato che questa la consenta! Altro discorso, naturalmente, se pensi di portare la "questione naturismo" davanti alla Corte Costituzionale per rivendicare dei diritti che ritieni negati: cosa a dir poco difficile, credo, ma comunque non era questo il caso!
_________________ nemo
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| giovedì 17 ottobre 2013, 19:25 |
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Andrea vi
Residente
Iscritto il: martedì 29 agosto 2006, 16:24 Messaggi: 1531 Località: Vicenza
Genere (M/F): Maschio
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guarda che a livello giudiziario quando sono stati rispettati i principi della prima famosa sentenza della cassazione(ma anche prima con 14 archiviazioni nel 79) le sentenze hanno dato 100%ragione a noi però intanto ti denunciano solo perché qualche bigotto s'inventa che è vietato e anche se vinci la cosa ti costa soldi e rogne quindi battere sul chiodo del diritto costituzionale(che fra l'altro è citato nella legge abruzzese e in alcune delibere comunali che hanno autorizzato le poche spiagge)sarà esagerato ma in realtà serve per contrastare chi dice che abbiamo diritto ma solo nei posti adatti(cioè ad ovest di Ventimiglia o a est di Muggia)
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| venerdì 18 ottobre 2013, 17:25 |
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fambros
eXtraModeratore
Iscritto il: lunedì 3 luglio 2006, 8:32 Messaggi: 3900 Località: Lago
Genere (M/F): Maschio
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http://luigilacquaniti.net/2014/03/10/d ... in-italia/Disposizioni per il riconoscimento della pratica del naturismo e lo sviluppo della capacità turistico-ricettiva in Italia Posted by luigilacquaniti2013 on 10 marzo 2014 in Proposte di legge (primo firmatario) primo firmatario XVII LEGISLATURA CAMERA DEI DEPUTATI ________________________ PROPOSTA DI LEGGE di iniziativa dei Deputati LACQUANITI, ZAN, ZARATTI, DI SALVO, DURANTI, MATARRELLI, SCOTTO, KRONBICHLER, NICCHI, MELILLA, PELLEGRINO, FRATOIANNI, RICCIATTI, MIGLIORE, SANNICANDRO, PIAZZONI, BORDO, AIELLO, COMINELLI, RAMPI, BRUNO BOSSIO, NARDI “Disposizioni per il riconoscimento della pratica del naturismo e lo sviluppo della capacità turistico-ricettiva in Italia” _________________________________ Onorevoli Colleghi! – Il naturismo è un movimento nato agli inizi del secolo scorso in opposizione all’imbarbarimento della vita urbana definibile come quell’insieme di pratiche di vita all’aria aperta che, nel rispetto della persona, della natura e dell’ambiente circostante, utilizza il nudismo come forma di sviluppo della salute fisica e mentale, in armonia e a contatto diretto con la natura. Il naturista ha, infatti, una vita sana e si alimenta in modo naturale. Ad avviso del firmatario della presente proposta di legge, la punibilità della pratica del naturismo non deve considerarsi in alcun modo in linea con i principi della legislazione penale. Due sentenze della Corte di Cassazione, e segnatamente la n. 3557 e la n. 1765 del 2000, hanno, infatti, stabilito che la nudità integrale in pubblico se attuata in luogo abitualmente frequentato da nudisti e naturisti non è riconducibile sia all’articolo art 726 del Codice Penale (Atti contrari alla pubblica decenza), sia all’articolo 527 del Codice Penale (Atti osceni in luogo pubblico). Nelle suddette sentenze della Corte di Cassazione si legge, infatti, “Appare evidente che non può considerarsi indecente la nudità integrale di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata”… “La nudità dei genitali può assumere un diverso rilievo penale in funzione del contesto oggettivo e soggettivo in cui è concretamente inserita”.”(omiss.) …o addirittura sfugge a qualsiasi rilevanza penale se è inserita in un contesto pedagogico o didattico (es. durante una lezione di anatomia o di educazione sessuale) ovvero in particolari contesti settoriali (per es. di tipo naturista o salutista)”. In sostanza, alla luce di quanto precede, la nudità naturista dovrebbe considerarsi perfettamente legale quando è praticata in tutti quei luoghi pubblici dove esiste il carattere di abitualità di frequentazione da parte di nudisti e naturisti. Si rileva, tuttavia, che nell’ambito di tale contesto il superamento dell’articolo 726 del Codice Penale secondo cui “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da euro 10 a euro 206” e dell’articolo 527 del Codice Penale secondo cui “Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. La pena è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano. Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309”, dovuto all’evoluzione della Giurisprudenza, dovrebbe essere comunque garantita da una norme certe e positivamente orientate in tal senso. La presente proposta di legge è tesa a raggiungere detto obiettivo. Si consideri inoltre lo spreco di risorse pubbliche nel reprimere un fenomeno che potrebbe rendere maggiormente competitiva l’offerta turistica italiana, superata oggi non solo dall’Europa Settentrionale, ma anche da tutti i Paesi Europei che si affacciano sul Mediterraneo. L’attuale incertezza legislativa sull’argomento, infatti, non consente investimenti volti a favorire lo sviluppo del naturismo nel nostro Paese. Le famiglie con bambini che intendono praticare il naturismo, infatti, il più delle volte sono costrette a rivolgersi all’estero, mentre il nostro Paese perde la possibilità di attrarre migliaia di turisti, anche stranieri. I naturisti lamentano, in particolare, l’assenza di spazi specificatamente dedicati quali: spiagge marine, lacustri, fluviali, boschi e altri ambienti naturali. Non a caso, con la presente proposta di legge si intende, inoltre, disciplinare l’individuazione di apposite aree da destinare a campi naturisti, da attrezzare con appositi servizi, per un utilizzo di tipo turistico-ricettivo. PROPOSTA DI LEGGE “Disposizioni per il riconoscimento della pratica del naturismo e lo sviluppo della capacità turistico-ricettiva in Italia” ART. 1 1. La presente legge disciplina la pratica del naturismo e la realizzazione di aree ad essa destinate. 2. E’ definito naturismo l’insieme delle pratiche di vita all’aria aperta che, nel rispetto degli altri, della natura e dell’ambiente circostante, utilizzano la pratica del nudismo come forma comune di ricreazione e di sviluppo della salute fisica e mentale attraverso il contatto diretto con la natura. ART. 2 1. La pratica del naturismo non costituisce comportamento contrario alla legge né atto contrario alla pubblica decenza ai sensi dell’articolo 726 del codice penale o atto osceno in luogo pubblico ai sensi dell’articolo 527 del Codice Penale. Nei limiti di quanto stabilito dalla presente legge, è sempre ammessa la nudità integrale nelle spiagge o altre aree riservate ai nudisti o da essi solitamente frequentate. ART.3 1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono i criteri secondo i quali i comuni possono individuare le aree pubbliche da destinare alla pratica del naturismo, anche su richiesta di associazioni, società o altri soggetti privati interessati a progettare e a gestire strutture turistico-ricettive, assegnando precedenza alle aree dove la pratica del naturismo risulta già diffusa, quali spiagge marine, lacuali, fluviali o aree boschive. 2. Due o più Comuni vicini possono accordarsi per la individuazione di aree comuni per la pratica del naturismo. 3. Nel caso in cui il Comune non abbia individuato apposite aree da destinare alla pratica del naturismo, in attuazione di quanto previsto dal comma 1, associazioni, società o altri soggetti privati possono chiedere all’amministrazione comunale di destinare alla pratica del naturismo determinate aree pubbliche, anche se non già frequentate solitamente da naturisti. L’amministrazione comunale accoglie o respinge la richiesta, con provvedimento motivato, entro tre mesi dalla data della sua ricezione. Decorso tale termine senza che sia stato adottato il provvedimento, la richiesta si intende accolta. In caso di diniego della destinazione dell’area indicata dai richiedenti, l’amministrazione comunale è comunque tenuta a indicare nello stesso provvedimento le aree alternative destinate alla pratica del naturismo. ART.4 1. L’accesso alle aree pubbliche destinate alla pratica del naturismo ai sensi della presente legge è sempre libero e gratuito. 2. Le aree pubbliche destinate alla pratica del naturismo possono essere concesse a privati nella misura massima del 50 per cento della loro estensione complessiva individuata da ciascun comune. Il concessionario garantisce il miglior funzionamento dell’area, eventualmente anche attraverso l’applicazione di apposite tariffe di accesso, nonché il controllo sulla corretta fruizione degli spazi ed il rispetto della normativa vigente. L’atto di concessione definisce il canone dovuto al Comune. 1. La concessione di aree pubbliche può essere attribuita ad associazioni, società o altri soggetti privati ai fini della realizzazione di strutture turistico-ricettive destinate alla pratica del naturismo. ART.5 1. Le aree destinate alla pratica del naturismo devono essere segnalate e delimitate mediante l’affissione di appositi cartelli recanti l’indicazione che si tratta di aree destinate alla pratica del naturismo. In nessun caso tali aree possono essere delimitate da reti, staccionate o altra forma di recinzione. La delimitazione delle aree deve comunque assicurare la loro agevole identificazione da parte delle persone che non praticano il naturismo.
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| sabato 15 marzo 2014, 9:00 |
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carlo
Mito
Iscritto il: sabato 29 aprile 2006, 18:13 Messaggi: 4535
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L'ennesimo disegno di legge ma con nuovi firmatari. La prima osservazione che mi viene è che il divieto di utilizzare recinzioni o reti quali quelle che vengono comunemente usate per delimitare stabilimenti balneari o campeggi, espresso in maniera così tassativa potrebbe costituire un ulteriore grosso ostacolo anziché una facilitazione. Anche il vincolo del 50% al pubblico per ogni singolo comune non mi pare che aiuti (caso mai sarebbe meglio prevederlo su aree più ampie...) Già mi immagino queste legge applicata in Liguria: i Comuni respingerebbero sistematicamente le richieste con le scuse più varie e poi, se proprio costretti (ammesso che una legge possa costringerli...), individuerebbero un'area minuscola, brutta e scomoda. Forse solo l'idea di qualcuno che paga potrebbe smuoverli...ma poi dovrebbero trovare una spiaggia altrettanto ampia da lasciare libera...roba che la sola parola "libera" ai sindaci gli fa venire l'orticaria.....e poi, ormai, dove la trovano più? Finora comunque non mi risulta che, nell'arco di cinquant'anni o giù di li, anche uno solo dei vari disegni presentati nel corso del tempo sia mai arrivato in parlamento! E se mai ci arrivasse, preferisco non pensare alla miriade di emendamenti che gli pioverebbero addosso... 
_________________ nemo
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| sabato 15 marzo 2014, 16:51 |
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gertdalpozzo
Turista
Iscritto il: giovedì 22 settembre 2011, 20:34 Messaggi: 12
Genere (M/F): Maschio
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Leggo con interesse queste osservazioni alla Proposta di legge a mia prima firma. So bene le difficoltà che potrà incontrare. Non mi faccio illusioni. Penso che siano tutte osservazioni sensate. Nessuna Legge è perfetta e tutte sono perfettibili. Questa Proposta di legge, rispetto ad altre che l'hanno preceduta, diciamo così, è stata pensata per affrontare gli ostacoli che indubbiamente si frapporranno alla sua approvazione finale. A cominciare dal ruolo primario che ho voluto imprimere all'obiettivo del rilancio del turismo e dalle condizioni che sono state applicate al dispositivo. Ma la prima condizione necessaria è che la Legislatura vada avanti. Per il momento il Progetto di legge reca oltre alla firma di molti deputati del mio Gruppo, SEL, anche la firma di alcuni deputati del PD. Sto cercando di estendere la firma ad altri Gruppi. Per il resto dò appuntamento a tutti gli interessati a questo evento:
Fa' la cosa giusta Fiera di Milano 29 marzo 2014 12:30->14:30 | SALA ABBADO Diffusione e legislazione del naturismo in Europa e nel mondo. Il naturismo in Italia e suo sviluppo anche come risorsa economica per il turismo. Incontri Diffusione e legislazione del naturismo in Italia, europa e nel mondo e il suo sviluppo anche come risorsa economica per il turismo. Con Sieglinde Ivo (Presidente Federazione Naturista Internazionale, INF/FNI), Gianfranco Ribolzi (Presidente FENAIT) e l' On. Luigi Lacquaniti (Deputato di SEL). Modera Francesco Ballardini (Presidente A.N.ITA). A cura di Fenait, Federazione Naturista italiana
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| sabato 15 marzo 2014, 18:51 |
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