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 Conducator Fenait sempre in carica: perchè ? 
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Mi pare che ci sia qualcuno che ora contesta il potere del Conducator.
Tutte le associazioni l' hanno accettato da una ventina d'anni.
Il Conducator si è fatto uno statuto antidemocratico che consnte di rieleggersi e le associazioni non hanno mai reagito: l'ANITA, forse la più mumerosa, ha le maggiori colpe.
A chi interessa può leggere la mia'opinione sul Conducator Ribolzi e sulla FENAIT che inserii nel mio sito. " http://mihaela.altervista.org/opinione.htm " nel 2003.


domenica 6 gennaio 2013, 22:44
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Le cose da dire sono molte: La prima che mi viene in mente e' che il destino di un movimento culturale come quello che dovrebbe essere il Naturismo italiano non deve essere legato mani e piedi agli umori di una associazione (meno che mai di un presidente). Sarebbe necessario a mio avviso separare la rappresentativita' di un movimento ampio dalla mera gestione di logistica e informazioni (dove magari una rappresentanza snella di delegati ha anche senso)! Poi bisognerebbe anche chiedersi chi sono gli iscritti (..... ma non solo quanti sono, ......... e se sono "effettivi").


lunedì 7 gennaio 2013, 6:53
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Lo statuto di Fenait prevede che le associazioni votino in proporzione ai soci iscritti, di conseguenza Uni e' la associazione con il numero maggiore di soci e ha piu' voti, ad essa, mi pare, si aggiungono i voti delle altre Uni nazionali e in futuro anche di Sun (ormai filiale di Uni), pertanto e' palese perche' Uni abbia sempre un suo rappresentante ai vertici di Fenait
dei tanti problemi che affliggono il naturismo italiano mi pare che il vertice di Fenait privo di rinnovamento da troppi anni sia il minore, invece ci si dovrebbe chiedere perche' ancora adesso gli Italiani riempiono i campeggi nudisti/naturisti della Croazia e della Francia e, appena varcato il confine italico, si dimenticano di dove sono andati e anzi temono di essere associati a quei posti che hanno appena visitato .....
anche perche' in Italia di associazioni ce ne sono delle piu' varie: da quelle che sostengono l'idea del naturismo in strutture protette a quelle invece in aree pubbliche, da quelle solo per famiglie a quelle anche per i singoli, quelle che impiegano le loro energie nella salvaguardia di una spiaggia sola a quelle che partecipano a fiere e congressi nazionali: c'e' solo l'imbarazzo della scelta di chi sostenere ed eventualmente aiutare dando il proprio aiuto in termini di tempo e di faccia


martedì 8 gennaio 2013, 10:41
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Quello che scrivi fambros e' tutto vero, ma non va affrontato con il distacco di chi si sente al di sopra di queste "umane miserie" . Lo status quo e' sempre il frutto di un processo storico che non si può ignorare, e da un punto di vista formale ogni statuto ha una sua legittimità, se non vengono violate le regole!
fambros ha scritto:
Lo statuto di Fenait prevede che le associazioni votino in proporzione ai soci iscritti, di conseguenza ..........
Passi anche questa forma di delega totale. Ma a questo punto il discorso e' Fenait sta lavorando bene (o benissino,) o male (o malissimo) per il naturismo italiano?
fambros ha scritto:
...........dei tanti problemi che affliggono il naturismo italiano mi pare che il vertice di Fenait privo di rinnovamento da troppi anni sia il minore .....
Io credo che tutti i problemi vadano risolti che siano piccoli o grandi (e su questa classifica forse abbiamo idee differenti). La mia conoscenza della storia associativa di Fenait e delle sue "federate" e' limitatissima. Proprio perche' sono così estraneo a questi "fatti storici" la mia e' una valutazione serena e distaccata. Quello che scrive Fidenzio Laghi e' chiaro: anche per me nessun rappresentante di una associazione deve avere interessi in gioco in strutture, servizi, alberghi, campeggi. Ogni carica deve durare pochi anni (tre, quattro, cinque). A chi ha svolto un ruolo importante nella storia del naturismo tutta la mia gratitudine. Ma nessun monarca, per favore. Un caro saluto.


martedì 8 gennaio 2013, 12:03
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Fortunatamente non ho mai seguito le vicende 'politiche' del naturismo, altrimenti sarei diventata tessile a tempo zero. Per principio e concetto, in ogni gruppo sociale, che sia associazione, famiglia, gruppo solidale, gruppo di forum web, partito politico ecc. ecc NON ci deve esser mai una sola o sempre la stessa persona che gestisce. La vita, la natura stessa esige alternarnanza, cambiamento, movimento, passaggi, energie nuove, idee diverse, (che non sono nè migliori nè peggiori ma diverse), scambio, cosi come richiede un inizio e una fine continui. Le idee 'vecchie' o sempre le stesse minestrine riscaldate fanno palude, marcio, fetore. Se una situazione è di malessere, il cambiamento garantisce che le cose cambino. Se una situazione è di benessere, il cambiamento garantisce che non si arrivi agli eccessi, perche ciò creerebbee uno stato di malessere.

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Se temi, rifiuti o contesti la diversità, non conoscerai mai l'armonia della natura.


martedì 8 gennaio 2013, 17:43
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Viacolvento72 ha scritto:
Fortunatamente non ho mai seguito le vicende .................. di malessere.


Quoto in toto questo ragionamento, ma bisogna trovare il modo (civile, democratico) per riuscire a cambiare lo status quo.

ANITA checche' ne dica Fidenzio (il quale resta ancorato a ricordi del passato senza riuscire a leggere il presente), in questi ultimi anni e' impegnata fino al collo in tal senso, e per questo e' continuamente oggetto di velate minacce, richiami ecc. ma essendo convinti di essere sulla strada giusta perseveriamo.
Marcolino


martedì 8 gennaio 2013, 18:56
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Lo statuto della Fenait che consente una gestione che ritengo antidemocratica è dovuta in particolare all'accettazione della proposta Conducator da parte dell'ANITA che era la seconda associazione numericamente (almeno stando alle dichiarazioni) più numerosa di quelle aderenti delle quali gran parte erano satelliti delle maggiori.
Non mi pare democratico e fuori dalle regole che una Federazione che raccoglie associazioni abbia diritto ad un maggior potere in base al numero degli isrcitti dichiarati e senza controlli (non è detto sia neppure reale il numero dichiarato e se addirittura come l'UNI considera sempre iscritto un socio, anche se non paga la quota sociale se non ha inviato una lettera di dimission;-chi lo fa?e molti ritengo che siano solo turisti stranieri che si iscrivevano per entrare alle Betulle ). Tutte le federazioni raccolgono persone giuridiche ed hanno diritto ad un voto come vediamo ad esempio nella Confindustria ed anche nell'ONU.
Io sono dell'opinione che le associazioni oggi federate alla Fanait non siano molto interssate (lo hanno dimostrato con il loro assenteismo da decenni) innanzi tutto, all'interesse dello sviluppo dell'idea naturista, difendere i diritti dei naturisti ed adoperarsi realmente per la diffusione di spazi pubblici e privati per poter praticare il naturismo.
Per cambiare indirizzo occorrerebbe dire chiaro e tondo al Conducator Fenait (padrone dell'UNI-Fenait dal 1995 succeduto a Tom Operti sempre UNI per questioni di salute e padroni ambedue delle Betulle) che il suo tempo è ormai scaduto. Se il Conducator non accettasse di farsi da parte le associazioni dovrebbero lasciare questa federazione che in realtà ha difeso solo i titolari delle poche strutture turistiche destinate ai naturisti: Le Betulle in particolare e creare una nuova federazione che veramente faccia gli interessi dell'idea naturista.
Quindi occorre dire basta agli operai che finanziano i padroni ed i gestori dei campeggi naturisti. Questi operai hanno finanziato alcune iniziative promozionali che non avrebbero dovute essere a loro carico: vedi la guida naturista, raduni e pubblicazioni promozionali.
Io direttamente non posso più fare molto perchè ho tantissimi problemi: fisici in particolare ma, quello che posso ora lo faccio nell'associazione autonoma "Amici della Bassona" nata anno scorso per difendere il diritto dei naturisti alla Bassona visto che l'ANER è sempre in letargo e nel minuto che si sveglia combina guai.


martedì 8 gennaio 2013, 22:53
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gli esempi di Confindustria e dell'ONU non calzano perche' in Confindustria si paga a seconda del fatturato della propria azienda e di conseguenza si vota, all'ONU esistono 5 nazioni che sono permanenti nel consiglio di sicurezza e possono mettere il veto su qualunque decisione

faccio pero' un altro riferimento in Svizzera e in Austria esistono si' associazioni collegate ai campeggi ma la' esistono anche altre associazioni non legate a campi che, grazie ai loro molti iscritti, fanno da equilibrio


mercoledì 9 gennaio 2013, 12:38
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In effetti statuti, tesseramenti obbligatori, direttivi, tesorieri, "patti di sindacato" sono molto lontani dal Naturismo!
Viacolvento72 ha scritto:
Fortunatamente non ho mai seguito le vicende 'politiche' del naturismo, altrimenti sarei diventata tessile a tempo zero................ Le idee 'vecchie' o sempre le stesse minestrine riscaldate fanno palude, marcio ......
Hai pienamente ragione Chiara, anche io la pensavo così un paio di anni fa. Poi pero' mi sono reso conto che nelle associazioni ci sono tuttora persone che si impegnano molto (l' attuale segretario di UNI Lazio), che sono reperibili sempre, che fanno da punto di riferimento. Non dimentichiamoci che l' Italia e' il paese che tratta il cittadino da "suddito" se non ha alle spalle una lobby, una associazione, un sindacato. Per questo io credo che quella che tu chiami "politica del naturismo" sia un "necessita'" (oppure un male necessario). Il fatto e' che nel nostro paese, le associazioni non fanno solo un ruolo di coordinamento e di supporto al naturismo come avviene negli altri paesi civili, dove il naturismo trova riconoscimento sociale e giuridico. In Italia le associazioni "rappresentano" il Naturismo e i naturisti di fronte agli Enti, alle Amministrazioni. Questo ruolo abnorme purtroppo e' lo status quo! Se un associazione lavora bene o male non riguarda solo gli iscritti ma tutti noi. Se ci sono 20.000 italiani nudisti/naturisti nei campeggi di mezza Europa, che in tornati in Italia si "vaporizzano", mentre associazioni dichiarano 2500 iscritti che da venti anni non si vedono più sulle nostre spiagge (non si sa neanche quanti di questi siano ancora vivi ma votano), e si consiglia ai mille nudisti/naturisti dichiarati e militanti (che sono l' unica vera risorsa) di andare solo in centri privati perché la legge italiana e' ostile, ............. beh qualche problemino (o problemone) mi pare che ci sia! La mia domanda e' la vogliamo cambiare questa situazione o no? Io sottoscrivo il motto di Marcolino "...... diamoci da fare.....", e credo che questa partita vada giocata all' interno delle associazioni, migliorandole. PS I numeri che ho scritto sono di mia fantasia solo per esemplificare l' ordine di grandezza che percepisco.


mercoledì 9 gennaio 2013, 13:42
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sunchild ha scritto:
La mia domanda e' la vogliamo cambiare questa situazione o no?

Uno dei motivi per cui ho poca intenzione di rinnovare il tesseramento, ormai dormiente da parecchi anni, oltre ai 55 euro (35 + 20) e' anche quello che con il mio "bollino" andrei a portare i numeri, indirettamente, proprio a quella associazione che fa capo al signore in questione. E un po' mi dispiace, perche' vedo invece nella sezione locale (quella menzionata da sunchild) molta voglia di fare.
Quindi, cosa fare?
Boh.

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mercoledì 9 gennaio 2013, 14:08
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L'unico modo, volenti o nolenti, e' rovesciare i numeri...come fare?

Secondo me:
1- avere certezza dei propri iscritti e di quelli delle altre associazioni (tutti devono poter essere in grado di controllarsi a vicenda accedendo ad un database unico);
2- "obbligare" le associazioni ad inserire nel proprio statuto la clausola che per essere soci si deve necessariamente essere in regola
col bollino (e vigilare che questo sia pagato direttamente dal socio, non da terzi :fischio: )
3- rovesciare la bilancia...e mi spiace dirlo perche' ci sono realta' come quella del Lazio e della Campania che stimo, ma finche' si sta sotto UNI si continuera' a dare potere a G.R. e le cose non cambieranno mai.

Salutoni, Marcolino


mercoledì 9 gennaio 2013, 19:44
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Marcolino ha scritto:
(e vigilare che questo sia pagato direttamente dal socio, non da terzi :fischio:

...... mi permetto di aggiungere una riflessione a questa nota molto appropriata di Marcolino: Questa sciagurata ipotesi (qualcuno che paga per qualcun altro) e' figlia di un' altra brutta storia: che si abbiano interessi economici nel gestire una associazione :sacchetto: Per questo insisto nel dire nessuna carica per chi ha campeggi, terreni, gestioni di spiagge ........ :leggendo:


mercoledì 9 gennaio 2013, 20:19
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Bhé se i naturisti riuscissero a risolvere la questione del conflitto di interessi sai che smacco per la classe politica??!!!
Tutti a casa sti parlamentari...e naturisti al governo!!!!!! :great: :yahoo:


giovedì 10 gennaio 2013, 0:26
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Marcolino ha scritto:
3- rovesciare la bilancia...e mi spiace dirlo perche' ci sono realta' come quella del Lazio e della Campania che stimo, ma finche' si sta sotto UNI si continuera' a dare potere a G.R. e le cose non cambieranno mai.

Ecco perche' nel mio post precedente ho scritto:
[mi auto copio-incollo]
Uno dei motivi per cui ho poca intenzione di rinnovare il tesseramento, ormai dormiente da parecchi anni, oltre ai 55 euro (35 + 20) e' anche quello che con il mio "bollino" andrei a portare i numeri, indirettamente, proprio a quella associazione che fa capo al signore in questione

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giovedì 10 gennaio 2013, 13:15
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Conoscendo personalmente il "personaggio" è dal 2002 che non rinnovo più la tessera dell'UNI-TO.

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Non esistono cose a prova di scemo, perchè gli scemi hanno troppe risorse!


giovedì 10 gennaio 2013, 14:18
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